Senza fiducia no politica
22 AGO 20

Esplode oggi la reazione all’inerzia ventennale dei governi, e cosìdoveva essere, quando lo spettro della povertà genera mostri.Drammatizzando un poco molte persone percepiscono il rapportocittadini-stato come la recluta “palla di lardo” nel film “full metaljacket”, e il sergente naturalmente sono le istituzioni ed in particolarei partiti. Referendum stravinti che vengono stravolti o i diecimilaforestali Calabresi sempre lì a testimoniare l’indifferenza, piuttostoche coalizioni litigiose e improduttive hanno inquinato la politica comestrumento nobile di governo. Senza fiducia non si costruisce nulla anzilibera in persone deboli o fortemente ideologizzate il nichilismoterrorista. Non guasterebbe, anche se è chiedere troppo, un mea culpaalmeno dei due partiti maggiori che sostengono il governo Monti. Siaccordino per una costituente che modifica costituzione, istituzioni e leggeelettorale affinché il vincitore delle elezioni possa governare veramente.Uscire dalla logica del “faremo”, ormai un mantra inviso, presentandosialle prossime elezioni con “abbiamo fatto”. Solo in questo modoritornerà la fiducia e si potrà procedere, con la gradualità necessaria,nel mettere mano alle infinite questioni che come un cancro deturpa ilrapporto fra cittadini e stato. Cittadini che dal canto loro non sonoingovernabili come diceva la buonanima, ma al contrario vogliono esseregovernati dai migliori fra loro, non dai più furbi e talvolta dai peggiori.Per questo una legge elettorale maggioritaria di tipo francese puòricondurre le spinte centrifughe e gli individualismi ad un’esistenza noncondizionante le maggioranze; qualunque sigla all’inizio, poi costretti aconvergere su una delle due proposte. I partiti maggiori non ascoltino lesirene dei cespugli si chiamino Casini o Vendola e con un colpo di renipensino, una buona volta, alla nazione e non ad interessi di bottega.